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Per Zola è l’ultimo dei problemi, non per la società. In bilico tra chiarezza e confusione

Nonostante i numeri, la difesa non preoccupa Zola. La dirigenza, però, pare pensarla diversamente

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L’arrivo di Zeman, lo sanno anche i bambini, porta in dote una filosofia destinata alla massimizzazione del gioco offensivo. Purtroppo per il boemo, nel corso della prima parte della stagione sono stati soprattutto gli avversari a beneficiare di una prolificità dell'attacco ogni qualvolta si sono trovati a sfidare i rossoblù, mettendo in luce i limiti di una compagine che attacca bene ma difende male e, come logico, con pochi uomini. In 16 incontri, la porta dei sardi è stata violata ben 29 volte, uscendo indenne solo dai campi di Empoli e Parma.

Nelle sue prime parole da neo-tecnico rossoblù Zola ha affermato, abbastanza misteriosamente, come intenda proseguire nel solco tracciato dal predecessore, non solo in termini di modulo, ma anche e sorprendentemente ha espresso il concetto che vede la difesa come l’ultimo reparto che necessiti interventi e ritocchi immediati.

Provando a tradurre in termini pratici quanto emerso dalla conferenza stampa del tecnico di Oliena, la fase difensiva va corretta, partendo in primis da ciò che viene fatto negli altri reparti. Migliorare l’apporto di centrocampo e attacco alla fase difensiva, in modo che la tanto bistrattata retroguardia rossoblù dimostri il suo indubbio valore.

La dirigenza, invece, in queste ore si muove sul mercato alla ricerca di un portiere e di un difensore centrale dotati di maggiore esperienza, rispetto a quella che dimostrano i debuttanti Cragno, Ceppitelli, Capuano e Benedetti. Gli innumerevoli portieri accostati alla maglia del Cagliari e l’arrivo oramai imminente di Diakité, dimostrano come a parole si vada in una direzione, mentre in sede di calciomercato l’intenzione è quella di intervenire immediatamente per correggere quanto fatto in estate.

Nel calcio si sa, viene detto tutto e il contrario di tutto, ma è indubbio che se degli accorgimenti meritano di essere effettuati, vanno attuati velocemente in modo da puntare, già dalla prima partita del 2015, su un nucleo ben definito di giocatori.

La qualità e la mole delle operazioni che verranno attuate, diranno inevitabilmente quanto la società sia pronta a mettere in discussione le proprie scelte, discolpando indirettamente Zeman; oppure in virtù di pochi e marginali interventi, continuerà a deresponsabilizzare la rosa, attribuendo all’allenatore di turno onori e demeriti eccessivi.

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