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La lavagna tattica: Lazio-Cagliari

Diciassettesimo atto della Serie A 2018-2019. All’Olimpico, match tra biancocelesti e rossoblu. Duello in panchina tra Inzaghi e Maran

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Il Cagliari continua la sua marcia in campionato con gli occhi fissi sull’obiettivo salvezza. La compagine guidata da Rolando Maran avrà come avversario nel lunch match del sabato (con inizio previsto per le ore 12.30) allo Stadio Olimpico la Lazio di Simone Inzaghi.

I biancocelesti, padroni di casa dell’incontro, sono reduci dalla sconfitta per 1-0 subita a Bergamo contro l’Atalanta. Con lo stesso il punteggio, ma in casa, il Cagliari è stato battuto dal Napoli.

Vediamo quali sono le filosofie tattiche dei due allenatori in vista della partita in programma sabato.

Il nuovo “Albero di Natale” di Inzaghi: Ritrovare la vittoria e mettere pressione al Milan per il quarto posto, che garantisce l’ultimo slot diretto per la fase a gironi della prossima Champions League.

Per far sì che la sua Lazio ritorni concentrata sull’obiettivo, Simone Inzaghi stravolge le proprie ideologie tattiche, mettendo momentaneamente in soffitta il 3-5-1-1 per costruire un 4-3-2-1 (o Albero di Natale) nuovo di zecca.

Come abbiamo già visto nei precedenti numeri della lavagna tattica, questo modulo di gioco si caratterizza in due blocchi distinti: quello difensivo composto da 4 difensori in linea e 3 centrocampisti (play maker e due interni) e quello offensivo formato dal vertice alto – quindi il centravanti – e da due mezze punte posizionate alle spalle della prima punta.

In questo schema, il portiere (Strakosha) deve avere come caratteristiche principali la reattività e l’attenzione, oltre all’abilità tra i pali e nelle uscite, in modo da giocare tatticamente con il reparto difensivo.

I difensori laterali (Marusic e Lulic) oltre a marcare e contrastare, devono avere corsa e resistenza oltre ad un ottimo senso tattico, leggendo le situazioni di gioco, coprendo gli spazi laterali e centrali attraverso le diagonali (in fase offensiva devono sfruttare gli spazi per andare al cross o alla conclusione).

Sui difensori centrali (nel nostro caso Acerbi e Radu) il discorso è differente. Di fatti, con la scelta del 4-3-2-1, i centrali si compensano: uno dotato tecnicamente (Radu), uno marcatore (Acerbi).

Nel modulo in esame, il centrocampista centrale (Badelj) ricopre un ruolo di fondamentale importanza per la costruzione del gioco: in fase difensiva è posizionato davanti alla retroguardia garantendo equilibrio, chiudendo gli spazi lasciati dai terzini, mentre in quella offensiva supporta gli interni e le punte tramite lo scarico facile della sfera per un rapido scorrimento dell’azione o col cambio gioco.

Gli interni (Parolo e Milinkovic – Savic) oltre ad avere capacità aerobiche, devono essere in grado di interdire, leggere le situazioni di gioco con le coperture preventive in caso di palla persa, talvolta arretrando sulla linea dei difensori centrali.

Fantasia e imprevedibilità sono le caratteristiche dei due trequartisti (Luis Alberto e Correa), ai quali viene chiesto di occupare bene gli spazi in entrambe le fasi di gioco e di supportare la punta, oltre a dialogare con terzini e interni.

E il centravanti? La prima punta (Immobile) è chiamata a giocare di sponda, quasi sempre spalle alla porta per favorire gli inserimenti dei centrocampisti e delle mezze punte e in grado di coprire il campo in ampiezza e in profondità.

Il 4-4-2 diamond di Maran: Aumentare gradualmente il distacco da chi insegue, mettendosi in una posizione tranquilla di classifica con l’orizzonte verso la salvezza. In vista del match contro la Lazio, il tecnico del Cagliari non cambierà modulo, utilizzando il 4-1-2-1-2 (o 4-4-2 diamond), modulo che può essere interpretato come un 4-4-2 reinventato e rivisitato, con il centrocampo schierato a diamante.

I vertici di quest’ultimo sono formati da due giocatori dalle caratteristiche opposte: uno in posizione bassa o davanti alla difesa (Bradaric) e uno in posizione alta o avanzata (Joao Pedro), libero di svariare su tutto il fronte offensivo.

Nei vertici laterali della mediana, si suole utilizzare giocatori che sono più propensi a difendere (Ionita o Faragò insieme a Barella) e che sappiano effettuare entrambe le fasi di gioco. La disposizione a diamante permette di avere superiorità numerica in posizione centrale e nella retroguardia, lasciando relativa libertà al trequartista (Joao Pedro) di agire tra le linee.

Davanti al portiere (Cragno), vengono schierati 4 difensori: i 2 laterali – uno a destra (Pisacane o Faragò, se non venisse schierato mezzala) e uno a sinistra (Padoin) – hanno compiti di spinta e di copertura preventiva quando il pallone è in possesso degli avversari.

Il discorso è differente per quanto concerne i difensori centrali. Generalmente, come già sottolineato più volte nella nostra lavagna tattica, nel 4-1-2-1-2 vengono utilizzati due difensori forti fisicamente, capaci di contrastare gli avanti avversari nel gioco aereo e di mantenere la posizione.

Per la Lazio, con ogni probabilità Maran seguirà questo concetto generale del suo 4-4-2 diamond ma cambiando i suoi aspetti specifici, puntando più precisamente su un centrale con compiti di impostazione (Romagna) e uno che abbia compiti di marcatura preventiva (Klavan o Pisacane, se non venisse schierato terzino).

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