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A dicembre si parlava di Cagliari da Champions: il sogno sarà mai possibile?

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L’inizio di campionato della compagine sarda è stato davvero sfavillante. La squadra, che in quel periodo era allenata da Maran, aveva iniziato il campionato con il botto, riuscendo ad arrivare al terzo posto dopo sette gare, frutto di ben sette vittorie.

Mai nella storia la compagine rossoblù, da quando conquistò lo scudetto fino ad oggi, è stata in grado di arrivare così in alto. E si sognava la qualificazione storica alla massima competizione europea, qualcosa che non capita proprio tutti i giorni nella città sarda. Un periodo in cui tutto girava per il verso giusto, in cui l’idillio con l’allenatore Maran era ai massimi livelli, gli investimenti estivi della società stavano pagando dazio e la scelta di puntare su un vero e proprio mix tra giovani talenti e giocatori più affermati, con il ritorno a “casa” di Radja Nainggolan che rappresentava la ciliegina sulla torta.

L’edizione “speciale” della Champions League 2019-2020

Vedendo lo straordinario percorso compiuto dall’Atalanta nella massima competizione europea, è chiaro che viene la voglia di sognare anche per il Cagliari una simile avventura europea. Anche se, di sicuro, non capiterà mai più un’edizione come quella di quest’anno, letteralmente stravolta dall’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, con l’UEFA che è stata costretta pure a cambiare la formula classica della fase decisiva del torneo.

Come si può approfondire all’interno di un articolo che è stato pubblicato su l’insider, il tabellone di Champions è stato completamente rivoluzionato, con l’introduzione di una vera e propria Final Eight, che ricorda un po’ la formula post-season della pallacanestro, ma in cui ci sono solamente partite secche e non andate e ritorno come avviene normalmente in questa manifestazione fino all’atto conclusivo.

Il calendario, soprattutto per gli amanti delle scommesse calcio, è veramente interessante e si presta ad essere particolarmente ricco di sorprese. Proprio il fatto che il percorso verso l’atto conclusivo si deciderà su partite secche e non ci sarà la formula tradizionale di andata e ritorno, con l’ovvia possibilità di ribaltare il discorso qualificazione dopo magari una partita d’andata giocata sottotono, questi aspetti potrebbero fare la differenza.

Il regolamentoprevede di disputare tutte le partite, dai quarti di finale in avanti, rigorosamente a porte chiuse e allo stesso orario, in giorni ravvicinati. Un calendario che è già stato predisposto, anche a livello di tabellone, con gli incroci possibili sia ai quarti (per le squadre che devono ancora affrontare il ritorno degli ottavi di finale) che in semifinale.

Il Cagliari potrà sognare di nuovo?

Il sogno europeo della società e dei tifosi va cullato e si deve lavorare per provare a raggiungere un simile obiettivo, ben sapendo che dipende da un gran numero di fattori e ci sono squadre che hanno la possibilità di investire in maniera decisamente più massiccia rispetto al Cagliari, senza dimenticare un appeal e un blasone completamente differenti.

C’è un precedente, però, che può autorizzare il Cagliari a sognare: nella sua storia, infatti, la compagine sarda è già riuscita a giocare in Champions League. Correva l’anno 1970/1971, quando la competizione si chiamava ancora Coppa Campioni. Verosimilmente, però, sarebbe meglio puntare ad un posto in Europa League. Proprio quest’ultima è una manifestazione che i tifosi più “anziani” del Cagliari si ricordano molto bene, dato che la squadra sarda venne estromessa, 25 anni fa, dall’atto conclusivo, in una semifinale tutta italiana contro l’Inter, quando ancora il torneo era ribattezzato Coppa Uefa. I sogni d’Europa, però, passano inevitabilmente dall’agire in maniera oculata sul mercato e dal trattenere i pezzi da novanta, come Simeone, Cragno e Nainggolan.

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