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Dove può arrivare il nuovo Cagliari di Di Francesco?

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Stagione nuova, vita nuova. È quello che si augurano tutti i tifosi del Cagliari, a tre settimane dalla fine dello scorso campionato, chiuso al 14° posto con 45 punti, e ad altrettante dall’inizio di una nuova avventura nella massima serie italiana.

La prima novità è che Eusebio Di Francesco sarà il terzo allenatore degli isolani nel giro di pochi mesi: dopo l’esonero di Maran dello scorso marzo, anche il suo sostituto Walter Zenga non è stato confermato sulla panchina dei rossoblu, con il presidente Giulini che ha preferito dare un taglio netto con il passato e fare tabula rasa.

Vero, anche Di Francesco, così come Maran e Zenga, ha come modulo preferito il 4-3-3 (ed eventualmente il 4-2-3-1 “di rinforzo”), ma le idee dell’ex allenatore di Sassuolo e Roma sono molto differenti. Di Francesco ha dimostrato soprattutto in Emilia di aver saputo reinterpretare il 4-3-3 del suo maestro, Zdenek Zeman: un gioco offensivo ma non spregiudicato, fatto non solo di verticalità insistita ma anche di tanto possesso palla di qualità.

Come giocherà il Cagliari di Di Francesco

Il 4-3-3 come punto di partenza, si diceva, ma non come dogma imprescindibile. Soprattutto se la società, dopo l’addio del ds Carli, si affiderà al tecnico anche in fase di mercato. Potendo incidere sulle scelte, come non ha avuto modo di fare nella sua ultima, sfortunata esperienza sulla panchina della Sampdoria, Di Francesco potrebbe avere a disposizione gli elementi necessari per giocare sia a 4, sia a 3 dietro.

Del resto, una delle partite più memorabili della sua avventura come allenatore della Roma fu quel 3-0 al Barcellona, gara di ritorno dei quarti di Champions League 2017/2018, in cui i giallorossi vennero schierati per la prima volta in stagione con la difesa a 3. Il Cagliari, nella stagione scorsa, ha giocato spesso con i tre difensori centrali e dunque Di Francesco troverebbe terreno fertile anche qualora volesse impostare un 3-4-2-1.

A prescindere dal modulo, però, i dogmi di Di Francesco sono chiari e riconoscibili: pressing alto, costruzione del gioco a partire dalla difesa, gioco d’attacco soprattutto sugli esterni, con attaccanti capaci tanto di crossare quanto di rientrare e calciare in porta – come quel Domenico Berardi che Di Francesco provò a portare a Roma due anni fa.

Quali gli uomini chiave?

In Sardegna, Di Francesco potrebbe ritrovare anche Radja Nainggolan, sempre che il Cagliari trovi un accordo con l’Inter (proprietaria del cartellino del giocatore) per far rimanere il belga in rossoblu. L’ex giallorosso potrebbe essere schierato da mezzala nel 4-3-3 o da trequartista nel 4-2-3-1 (o 3-4-2-1), posizione che gli permetterebbe di concentrarsi di più sulla fase offensiva.

Là davanti, Simeone rappresenta per le idee del tecnico il centravanti perfetto: buona tecnica, spirito di sacrificio, fiuto del gol e partecipazione allo sviluppo della manovra sono tutte qualità che Di Francesco cerca dal suo numero 9 ideale.

Occhio anche a Oliva e Walukiewicz. Di Francesco ha già dimostrato, sia a Sassuolo sia a Roma, di saper lavorare sui giovani e di essere in grado di dare alle sue squadre un'impostazione tattica riconoscibile. Forse il suo Cagliari non avrà la più bassa tra le quote della Serie A per un piazzamento importante, ma le premesse e le potenzialità per essere la sorpresa di stagione ci sono tutte.

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