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In cosa il Cagliari può e deve migliorare

Dalla difesa fino al contenimento della manovra avversaria: ecco dove intervenire e subito

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Siamo appena agli inizi, eppure è già ora di darsi da fare: il Cagliari, nonostante abbia disputato meno di una decina di partite in campionato, sta facendo molta fatica non solo dietro ma anche a livello di risultati ottenuti. I rossoblù, fin ora, hanno evidenziato importanti carenze in difesa dovute soprattutto alla cattiva disposizione di un reparto che Godín dovrebbe governare con la sua esperienza internazionale, e per ora non lo sta facendo, e questo ha come logica conseguenza l’alternanza di vittorie a sconfitte. Se dietro la squadra allenata da Di Francesco è un “colabrodo” – passateci il termine un po' forte ma 2 goal subìti di media a partita sono troppi – davanti tutto funziona e alla grande. Grazie al 4-2-3-1 scelto dall’ex allenatore di Roma e Sampdoria, João Pedro non solo è diventato un calciatore ancor più imprescindibile per lo scacchiere rossoblù quanto un goleador di razza che nell’anno solare 2020 risulta essere il brasiliano più prolifico di tutti i campionati dei 5 continenti. Non male, tenendo conto che insieme a lui c’è un certo Giovanni Simeone che con le sue prestazioni sta tenendo a galla un gruppo che se trovasse un suo equilibrio potrebbe lottare per posizioni di classifica ben più nobili. L’equilibrio, appunto, è ciò che manca al Cagliari: con il Bologna ogni ripartenza avversaria era un pericolo per la porta difesa da Cragno a dimostrazione di come la squadra di Di Francesco sia ancora troppo fragile. Certo, con un Nainggolan in più pronto ad agire da schermo davanti alla difesa per permettere alla prima linea di trovare il tempo per disporsi, tutto sarebbe più facile! Chissà che Babbo Natale non porti in dono proprio il ritorno del belga…Parlare di chi non c’è non è mai corretto dunque allo stato attuale sarebbe sufficiente esaltare il lavoro di Marin, che ancora oggi non riesce a incidere per quanto concerne le geometrie in campo, e quello di Rog, che sa come lottare ma alla lunga si spegne come nel secondo tempo contro il Bologna. La qualità di questi due atleti è indiscutibile ma fanno ancora fatica a dare quell’apporto che il mister si aspetta da loro, così come sta accadendo per Godín.

Un cammino altalenante. Per fortuna che c’è João Pedro e Giovanni Simeone!

Inutile nasconderlo: il cammino del Cagliari di quest’anno è altalenante e non degno dei tempi in cui i rossoblù un pensierino all’Europa League lo facevano eccome – ricordate lo scorso torneo quando la squadra di Zenga era a 4 punti dal Milan e dall’Europa che molti definiscono minore? –. Sbavature difensive e difficoltà nel riuscire a contenere la manovra avversaria sono i due aspetti su cui c’è bisogno di lavorare in modo da ritornare presto in carreggiata e aspirare a lidi più tranquilli rispetto a quelli di oltre metà classifica. Godín, arrivato a Cagliari per fare la differenza, sta facendo fatica a livello mentale e fisico e questo condiziona tutto il reparto che si affida a lui. E non dimentichiamoci delle difficoltà di Marin e Rog di cui vi abbiamo parlato sopra. Nota positivissima arriva invece dal tandem João Pedro-Giovanni Simeone, ormai in doppia cifra, che oggi è una delle coppie più prolifiche della Serie A. Simeone junior, in particolare, ribattezzato da tutti Cholito, uno dei soprannomi più curiosi del calcio moderno insieme a quello della Pulce Messi, sembra aver trovato nel Cagliari la squadra giusta per potersi esprimere al meglio. Di Francesco conta molto sull’argentino che per fortuna non è più discontinuo come ai tempi della Fiorentina. La crescita del giovane pare inarrestabile e per questo “Cagliari-Giano Bifronte” non può che essere una buona notizia.

La crescita di Sottil

Senza dimenticare i limiti del Cagliari, che ci sono e sono evidenti, distraiamoci per un attimo e diciamo due parole su di lui: Sottil. Assist-man dei rossoblù, il 33 finalmente gioca bene con i compagni e per i compagni dimostrando tutto il suo valore. L’aver insistito su Riccardo è stata una mossa lungimirante da parte dell’allenatore che ora può contare su un 21enne con ampi margini di miglioramento. Che bella notizia, peccato che il calcio di Serie A non si giochi solo dal centrocampo in su, altrimenti i rossoblù a quest’ora sarebbero da prime posizioni in classifica.

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