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Viaggiatore genealogico o turista fai da te?

Qualunque sia l’appellativo usato per descrivere questa nuova figura di viaggiatore parliamo di un fenomeno che da anni fa parte dello scenario turistico internazionale: il turismo genealogico

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Definito anche turismo delle radici o turismo degli antenati, rappresenta quel turismo di nicchia, per anni prerogativa dei ricchi e che oggi è l’insieme delle ricerche, delle attività e dei viaggi compiuti da chi vuole scoprire le origini, la discendenza e le tracce della propria famiglia entrando in contatto con eventuali parenti sparsi in giro per il mondo.

È risaputo che il fenomeno delle migrazioni ha accompagnato l’evoluzione della specie con il conseguente popolamento dei continenti e successivamente il nomadismo è stata la costante delle più antiche civiltà umane costrette a spostarsi di frequente alla ricerca di cibo e condizioni climatiche migliori per la sopravvivenza della specie.

Se a questo aggiungiamo che “l’uomo è un animale sociale per natura”, con la propensione ad aggregarsi ad altri, come scrisse il filosofo greco Aristotele (IV sec. a. C.) nella sua PoliticaOmnes animantes ad societatem nati sunt “, allora è possibile capire il perché di questa nuova frontiera del turismo.

La ricerca dei percorsi compiuti dai componenti della famiglia, la scoperta delle origini del cognome, la ricongiunzione con un parente lontano, l’orgoglio di un legame di sangue con un antenato leggendario o il desiderio di sentirsi parte di una grande cultura sono solo alcuni dei motivi che spingono ogni anno centinaia di persone a intraprendere un viaggio genealogico alla scoperta delle proprie radici. Un fenomeno positivo perché tende a ristabilire i legami tra passato e presente partendo dalla storia della propria famiglia che è poi il nucleo costitutivo fondamentale di ogni società. Un’opportunità unica di conciliare l’utile al dilettevole, di abbinare un viaggio di piacere ad un’accurata indagine familiare sulla propria storia, l’albero genealogico, i propri antenati e le proprie tradizioni.

Ma chi è il turista genealogico?

In base al luogo di partenza e alla storia migratoria della famiglia o personale possiamo parlare di diversi tipi di turista genealogico.

I discendenti degli immigrati di provenienza europea che ritornano nei luoghi d’origine in Europa, i baby boomers, per usare un termine molto diffuso in ambito giornalistico e dei social media, quella fascia di popolazione nata nel Nuovo Continente tra il 1946 e il 1964. Figli, nipoti o pronipoti di una generazione che nei decenni precedenti era emigrata verso gli Stati Uniti, il Canada o il Brasile alla ricerca di fortuna e proprio in quelle terre aveva iniziato una nuova vita.

I discendenti dei primi emigranti che dall’Europa si recano sui luoghi di emigrazione dei loro avi nel nuovo mondo alla ricerca del famoso “Zio d’America” che ognuno vorrebbe avere nella propria famiglia, la cosiddetta generazione X ovvero quella dei nati dal 1965 al 1980.

Queste sono le generazioni che hanno contribuito alla crescita del turismo delle radici e portato alla formazione di organizzazioni e associazioni impegnate in questo settore e pronte ad aiutare chiunque voglia intraprendere un simile viaggio o per meglio dire una vacanza alla scoperta dei propri antenati.

Partire alla scoperta dei propri antenati è sempre un’esperienza motivante preceduta da un lavoro di ricerca accurato per ricostruire il proprio albero genealogico e preparare una lista di luoghi da vedere, parenti da incontrare e uffici da visitare. 

Da dove iniziare? C’è chi decide di far da sé e chi preferisce affidarsi ad una delle tante organizzazioni presenti nei Paesi da dove tra il XIX e XX secolo partirono migliaia di persone con la speranza di realizzare il proprio sogno: una vita migliore. 

L’organizzazione del viaggio inizia prevalentemente sul web.

Siti come Family Search, My Heritage, Ancestry, Liberty-Ellis Island Foundation, solo per citarne alcuni, ogni giorno forniscono informazioni preziose a chi inizia a pianificare il proprio viaggio. Inoltre, non dimentichiamo, che Internet è un’enorme fonte di informazioni e grazie alla diffusione dei Social Media, è possibile creare i primi contatti tra presunti parenti e iniziare a costruire il proprio network familiare.

Stabiliti i primi contatti si indaga sulla provenienza della propria famiglia, la regione d’appartenenza, il comune in cui sono nati o vissuti i propri antenati attraverso siti web che permettono di analizzare la diffusione di un cognome in una determinata area.

Una volta stabilita la zona di provenienza, l’organizzazione del viaggio prende inizio. Si decide la data di partenza in base alla stagionalità del luogo (nessuno vuole viaggiare quando il tempo è freddo e piovoso), si stabilisce la durata del soggiorno in base alle disponibilità economiche e al tempo, si contattano gli uffici pubblici locali, dove spesso si incontrano i primi ostacoli; il tutto prende forma lentamente per poi culminare nel giorno della partenza, quando ha inizio la vera vacanza.

In Italia, solo recentemente, ci si è accorti di quanto sia importante e produttivo il turismo delle radici visto il numero elevato di persone che ogni anno si recano in Italia perché desiderose di conoscere le proprie origini, o i luoghi in cui hanno vissuto i propri antenati.

Ma c’è tanto da fare vista l’assenza quasi totale di statistiche ufficiali che testimonino la presenza di questo fenomeno sul nostro territorio che spesso è gestito da organizzazioni private o piccole associazioni.

Eppure, parliamo di un turismo prevalentemente internazionale che si indirizza verso piccole città o centri sconosciuti che potrebbero beneficiare di questi soggiorni con uno sviluppo economico e un incremento dei consumi dei prodotti locali dei territori oggetti di visita. Del resto, il turista genealogico una volta scoperta a sua terra e incontrato un parente sconosciuto rimarrà per sempre attaccato al suo viaggio. Continuerà a raccontare dei giorni trascorsi in quel paese, delle persone con cui ha scambiato quattro chiacchiere (nonostante la lingua diversa) e conserverà un ricordo felice dei luoghi visitati. Ci tornerà ancora portando figli e nipoti che in quel piccolo paese prima sconosciuto e ora noto, inizieranno a sognare il loro viaggio di ritorno. 

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