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Incubo Sant'Elia

La “casa” del Cagliari, nel girone di ritorno, è diventata terra di conquista, dopo esser stata invalicabile in quello di andata

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Un mal di casa che non dà tregua al Cagliari. E' arrivato un altro pareggio, sempre in rimonta, come quello contro il Lanciano. Questa volta, dalla “casa” rossoblù, è stato il Livorno ad uscire soddisfatto e con il sorriso stampato sulle labbra. Per la squadra di Massimo Rastelli, invece, tanto rammarico per aver vanificato il doppio vantaggio che, in contemporanea con i pareggi di Trapani, Bari, Pescara, sarebbe valso il Paradiso.

La marcia di avvicinamento alla serie A, in modo evidente, è rallentata tra le mura amiche. Perché se nel girone di andata il Cagliari lottava per la prima posizione in classifica con il Crotone anche (e soprattutto) grazie al rendimento casalingo (dieci vittorie, un pari, zero sconfitte), nella seconda parte di campionato il trend è cambiato.

Infatti, dagli otto successi di fila al Sant'Elia della prima metà di serie B, si è passati alle tre disfatte consecutive e le due “X” in rapida successione, contro Lanciano e Livorno, rispettivamente terzultima e penultima della classe. I numeri sono eloquenti: in nove gare, quattro volte sono arrivati i tre punti, poi due pareggi e un tris di ko, uno dopo l'altro.

In questo girone di ritorno, ad invertire la rotta, non è bastato nemmeno il supporto del pubblico, che non sempre ha riempito in ogni ordine di posto lo stadio, ma che, certamente, non ha fatto mancare il proprio calore a Storari e compagni. Come accaduto sabato pomeriggio: sold out. Nemmeno lo spazio per uno spillo. Tanto il sostegno per trascinare il Cagliari nella massima serie.

Un solo punto ora separa i rossoblù dall'obiettivo finale, che proveranno a conquistare a Bari, per poi festeggiare, con un Sant'Elia vestito per le grandi occasioni, il ritorno tra i grandi.

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