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Cagliari, da eterno cantiere a squadra sempre più matura

I sogni son desideri: ora si vince anche in trasferta

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La cura Mazzarri assume sempre più i contorni dell'impresa sportiva. Si sperava che dopo il suo arrivo, le cose cambiassero in fretta e si invertisse presto la rotta. Invece, anche per Walter, i frutti del lavoro si stanno vedendo posticipati di mesi.

Meglio tardi che mai, ovviamente. Ma chi pensava che il Cagliari fosse spacciato e con più di un piede in B, ora si sta ricredendo. Da squadra eterno cantiere infatti, a gruppo sempre più coeso, il passo non è stato breve.

Forse sta anche qui l'alchimia di un Cagliari in continua evoluzione. E cioè nella lentezza di una metamorfosi sotto traccia per mesi, ma ora irrefrenabile perché costruita nel tempo e vogliosa di esplodere.

Capita così, che risultati impensabili nel girone d'andata, ora siano quasi una cosa normale. Capita di vincere in trasferta, di fermare sul pari chi lotta per lo scudetto, di mandare a rete altri cognomi oltre quello del solito Pedro.

Contro il Toro all'Olimpico o con l'Atalanta a Bergamo. Per non parlare della quasi vittoria contro il Napoli in casa. Insomma, la squadra ora c'è, e risponde presente ad un 3-5-2 di Mazzarri nel migliore dei modi.

Adesso la sfida più ardua, è che lo spogliatoio continui in questo trend senza flessioni. Soprattutto quelle mentali.

Tenere questo ritmo di risultati positivi infatti, non è certo facile. Le “imboscate” son sempre dietro l'angolo. Si tratta di non far calcoli, ma gestire il bagaglio di esperienze negative della parte di campionato, per trarne vantaggi a livello di testa.

Realizzare da dove si viene e cosa si vuole, per questa stagione pare essere l'unico orizzonte di senso da poter trovare. E cioè una salvezza al più presto, che esorcizzi mesi d'inferno.

Il prossimo avversario si chiama Lazio, e sarà un altro banco di prova difficile. Esigenza di punti, maturità e approccio alla gara, giocheranno a favore, se usati con cura.

Per il resto, c'è una squadra coesa, un embrione di identità che per ora basta, ed il coraggio di un mister che con pazienza cerca di gestire le cose. Tutti buoni parametri, ma che da soli non bastano a battere la Lazio.

Bisogna essere cattivi e spregiudicati al punto, da poter pensare che anche contro i bianco celesti possano arrivare altri tre punti.

I sogni son desideri.

 

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